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Specie target

Ratto nero

Baccetti

Nome comune Ratto nero
Nome latino Rattus rattus
Famiglia Muridi
Specie target interventi di eradicazione

 

Descrizione e distribuzione

Mammifero appartenente all’ordine dei Roditori; la lunghezza del corpo varia tra i 15-24 cm, con la coda compresa tra i 17-28, peso 130-280 gr. È una specie di origine asiatica; l’areale originario secondo alcuni autori è collocabile nell’Asia sud-orientale, secondo altri nella Penisola Indiana. Roditore ormai cosmopolita, trasportato involontariamente dall’uomo, in Italia è presente ovunque, comprese Isole maggiori e minori. In Italia è considerato come una paleo introduzione; sebbene esistano reperti archeologici isolati risalenti al quarto millennio A.C., la sua diffusione nell'area è avvenuta in epoca romana, già dal II secolo A.C.

Ecologia

Si adatta ad ambienti diversi, può vivere sia a stretto contatto con l’uomo, sia in habitat più naturali. Le popolazioni selvatiche frequentano varie tipologie di habitat, formazioni forestali o le loro immediate vicinanze, ambienti ruderali e le coste marine rocciose. È uno dei pochi mammiferi terrestri che colonizza anche piccoli ambienti insulari, con scarsità di risorse alimentari.
E’ una specie ad attività notturna, ma a densità elevate gli individui sono visibili anche durante il giorno. Si arrampica sugli alberi e nuota con una certa facilità.

Comportamento

Gli individui vivono in gruppi familiari, con una spiccata gerarchia tra i maschi adulti, anche se spesso esiste una gerarchia tra le femmine. Il territorio è difeso da individui dei due sessi, soprattutto dal maschio dominante. Le dimensioni dell’area vitale vanno da poche centinaia di metri e circa 10 ha, a seconda delle popolazioni studiate. Può compiere lunghi percorsi per procurarsi il cibo che accumula in determinate aree (scorte alimentari). E’ stato dimostrato che il ratto tra il suo nutrimento da poche fonti ben conosciute ed ha spiccate caratteristiche neofobiche anche nei confronti di nuovo cibo collocato nel suo territorio. La specie è comunque onnivora e le popolazioni selvatiche basano la loro dieta soprattutto su frutti e semi di numerose erbe o essenze. Si nutre comunque di invertebrati, gasteropodi, aracnidi, larve di insetti, uova e nidiacei; a volte preda anche altre specie di piccoli mammiferi.
Il periodo riproduttivo varia da febbraio a novembre, ma può protrarsi anche per tutto l’anno. Ciascuna femmina, matura sessualmente ad una età di 12 – 16 settimane può partorire 3 – 5 volte l’anno cucciolate da 5 a 7 piccoli.

Problematiche connesse con la sua presenza

Per il Ratto nero sono stati dimostrati effetti negativi sia sulla vegetazione, sia sulla fauna vertebrata ed invertebrata, in terraferma come sulle isole. Costituisce infatti una delle principali cause di estinzione di popolazioni di uccelli marini. In contesti agrari può provocare ingenti danneggiamenti alle colture, soprattutto frutti e corteccia delle piante arboree.
Infine rappresenta un serbatoio epidemiologico di importanti infezioni sia per l’uomo, sia per gli animali domestici. La specie non è protetta da alcuna normativa nazionale, né inclusa negli allegati di direttive comunitarie o di convenzioni internazionali.

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