Per ottimizzare la tua esperienza di navigazione questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione si autorizza l'uso dei cookies. Maggiori informazioni
Specie target

Leccio

Giannini

Nome comune Leccio
Nome latino Quercus ilex
Famiglia Fagaceae
Specie target interventi di conservazione

 

Distribuzione

Il leccio è una specie tipicamente mediterranea che domina le formazioni vegetali più evolute. In Italia predilige le isole e le zone costiere, in particolare il versante tirrenico. Nell’Arcipelago Toscano è presente su tutte le isole anche se solo all’Elba e al Giglio costituisce boschi maturi che prendono il nome di “leccete”.

Descrizione

Il leccio è una quercia sempreverde che può raggiungere i 20 metri di altezza, ma  nelle stazioni costiere o sulle cime rocciose assume una forma di crescita ad arbusto o alberello comparabile con quella di altre piante legnose mediterranee. Gli adattamenti all’aridità estiva coinvolgono sopratutto l’apparato fogliare; le foglie sono infatti dure e coriacee, persistenti e funzionali anche durante la stagione invernale. Anche altre piante mediterranee come la sughera e il corbezzolo possiedono questa caratteristica che prende il nome di sclerofillia (dal greco skleròs: duro; phyllon: foglie). Le foglie hanno il margine intero, escluse quelle dei rami più bassi che invece hanno il margine dentato, probabilmente una difesa contro gli erbivori.
La fioritura avviene durante la primavera e sullo stesso individui si possono scorgere fiori maschili e femminili (la specie è monoica). I fiori non sono molto appariscenti mentre lo sono i frutti (ghiande), i quali completano la maturazione durante l'autunno dello stesso anno della fioritura.

Ecologia

Trattandosi di una pianta mediterranea è ben adattata alla siccità; è inoltre indifferente al substrato dato che può vivere sia su quelli di natura calcarea che silicea. Lo sviluppo delle plantule avviene esclusivamente nell’oscurità del sottobosco mentre le piante adulte tollerano l’ombra.
Il leccio può svilupparsi in differenti condizioni ecologiche: nelle stazioni costiere o sulle cime rocciose si incontrano gruppi di individui generalmente con crescita limitata; nelle aree interne di bassa quota il leccio domina i boschi termofili mentre nelle stazioni più fresche ed umide il leccio si insedia con alcune specie mesofile caducifoglie, fra le quali il castagno e il carpino nero.
Oltre ai fattori stazionali come la rocciosità e il vento anche il passaggio del fuoco ne limita lo sviluppo; il leccio comunque possiede una buona capacità ricenerativa attraverso l’emissione di polloni.

Caratteristiche della popolazione di Montecristo

La popolazione è costituita attualmente dai nuclei situati a Collo dei Lecci, Collo Fondo e Cala S. Maria, zone in cui la minore acclività permette lo sviluppo di un suolo più profondo e una maggiore umidità. Un ulteriore nucleo è localizzato presso Punta della Maestra ed è costituito da esemplari piantati nel secolo scorso.
Lo stato di conservazione della popolazione di Montecristo, basato sulla perdita fogliare, è buono per il nucleo di Punta della Maestra, in cui circa l'80% delle piante ha una perdita fogliare minore del 25%, mentre è critico per la restante popolazione in quanto ben il 63% ha una perdita fogliare maggiore del 25%. Molti individui presentano rami secchi e/o gravi danni strutturali, dovuti per la maggior parte all'età, mentre solo nel 4% dei casi sono imputabili a frane, agenti patogeni, fulmini o altri agenti atmosferici. La senescenza della maggior parte degli esemplari presenti sull'isola è causa della bassa percentuale di fruttificazione, solo il 25% delle piante presenta infatti una buona fruttificazione.

Minacce e conservazione

Sull’isola di Montecristo il pascolo, gli incendi dei secoli scorsi e lo sfruttamento per ricavare combustibile hanno causato la degradazione delle leccete, condizionando la sopravvivenza del leccio e di altre specie legnose ad esso associate, come l’orniello (Fraxinus ornus), riducendo così a macchia secondaria di tipo residuale quelle che un tempo erano le leccete dell'isola.
Il declino che caratterizza le leccete di Montecristo è imputabile inoltre alla proliferazione dell'esotica invasiva Ailanthus altissima che va ad incidere negativamente sulla rinnovazione  e sulla crescita delle giovani piantine. Anche le variazioni climatiche intervenute nella seconda metà dell'ultimo secolo, che hanno portato ad un progressivo inaridimento, potrebbero aver influito negativamente sullo sviluppo di nuove leccete.

 

Life Natura 2000 Corpo Forestale dello Stato Parco Nazionale Arcipelago Toscano Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Nemo Regione Toscana Provincia di Livorno
Parco Nazionale Arcipelago Toscano Località Enfola - 57037 - Portoferraio (LI) P.I. 91007440497
2011 © Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano - Powered by Sesamo - www.sesamo.net