Per ottimizzare la tua esperienza di navigazione questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione si autorizza l'uso dei cookies. Maggiori informazioni
Specie target

Specie esotiche invasive

F.Puppo

La diffusione delle specie esotiche invasive rappresenta la seconda causa di diminuzione della diversità biologica a livello mondiale dopo la distruzione degli habitat.
Sono definite esotiche (o alloctone, o aliene) le specie animali e vegetali intenzionalmente o accidentalmente trasportate dall'uomo al di fuori del loro areale biogeografico. Le invasioni di specie aliene sono il risultato di un insieme molto complesso di processi, molti dei quali hanno motivazioni economiche: ne sono esempio l'uso di specie esotiche in attività produttive o commerciali, l'espansione del commercio di beni e servizi, l'aumento della mobilità delle persone.
Una volta introdotta in un nuovo ambiente la specie aliena diviene invasiva se è in grado di adattarsi e riprodursi senza l’intervento dell'uomo; spesso l'assenza di predatori e/o di competitori ne favorisce l’espansione incontrollata.
Le invasioni delle specie aliene hanno effetti dannosi sull'equilibrio degli ecosistemi in cui sono state introdotte: gli habitat vengono alterati e degradati e le specie native (autoctone) possono andare incontro a declino o a estinzione, con conseguente diminuzione della biodiversità locale e omogenizzazione della biodiversità mondiale.

Gli impatti sull’ecosistema possono avvenire attraverso diversi meccanismi:

  1. competizione diretta con le specie autoctone per il cibo e l’habitat; in Europa lo scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis) invade la nicchia ecologica dello scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris).
  2. cambiamenti strutturali degli ecosistemi; la robinia (Robinia pseudoacacia) ha ampiamente modificato gli assetti di molti boschi pedemontani soprattutto quelli dominati dal castagno (Castanea sativa)
  3. predazione delle specie autoctone; ad esempio il ratto (Rattus rattus) è origine di impatti sulle popolazioni autoctone, predando uova e pulli delle popolazioni di uccelli nidificanti.

Le specie invasive oltre ad alterare gli equilibri degli ecosistemi sono una grave minaccia anche per le attività economiche e per la salute dell’uomo. Infatti possono essere veicolo di parassiti e di patogeni, ibridarsi con le specie autoctone e soprattutto causare gravi danni alle coltivazioni e alle infrastrutture.

 

Gli ecosistemi insulari e le invasioni biologiche

Gli ecosistemi insulari ospitano generalmente comunità biologiche semplificate, evolutesi in condizioni di minore competitività rispetto a quelle della terraferma. Per questo motivo sono considerati particolarmente vulnerabili all’introduzione e diffusione di specie invasive. Inoltre la flora e la fauna insulare sono spesso di elevato interesse conservazionistico, contenendo molti endemiti.
Sulle isole del Bacino del Mediterraneo i processi di invasione biologica sono aumentati parallelamente al cambiamento delle condizioni socio-economiche, con l’abbandono delle forme tradizionali di agricoltura e lo sviluppo delle attività turistiche. L’introduzione di nuove entità, è stata favorita soprattutto dalla coltivazione a scopo ornamentale di specie vegetali esotiche. Infatti tra le piccole isole italiane il maggior numero di specie vegetali alloctone è stato registrato per isola d’Elba, Ischia e Capri che sono anche le più densamente popolate. Uno dei caratteri più peculiari della flora invasiva dei sistemi costieri è la presenza di specie succulente. Questo adattamento all’aridità non è comune tra le piante mediterranee, mentre è molto più diffuso nei continenti Americano e Africano; si ipotizza che questo adattamento abbia favorito la stabilizzazione nel Bacino Mediterraneo di numerose specie originarie di questi continenti. Tipici esempi sono alcune specie dei generi Carpobrotus (fico degli ottentotti) e Opuntia (fico d’India) entrambe diffuse sulle isole dell’Arcipelago Toscano.

Life Natura 2000 Corpo Forestale dello Stato Parco Nazionale Arcipelago Toscano Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Nemo Regione Toscana Provincia di Livorno
Parco Nazionale Arcipelago Toscano Località Enfola - 57037 - Portoferraio (LI) P.I. 91007440497
2011 © Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano - Powered by Sesamo - www.sesamo.net