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Specie target

Berta minore

Putzu

Nome comune Berta minore
Nome latino Puffinus yelkouan
Famiglia Procellariidae
Specie target interventi di conservazione

 

Descrizione e stato di conservazione

La Berta minore  è un uccello appartiene all’ordine dei Procellariformi; pesa circa 330 – 480 gr con apertura alare di 78 – 90 cm. Caratteristica tipica dei procellariformi è la presenza di narici che terminano con cavità tubolari poste sopra il becco, con la funzione di espellere sali. E’ una specie endemica del Mediterraneo centrale e orientale; pelagica, trascorre in mare molto tempo e arriva sulla terraferma solo per riprodursi. Inserita nell’Allegato I della Direttiva  Uccelli e  nella categoria IUNC “Vulnerable (VU)”, la consistenza globale è stimata in circa 10.000 – 50.000 coppie, ma in realtà le colonie attualmente note ospitano solo 6.000 – 9.500 coppie, e probabilmente la specie conta non più di 15.000 coppie; le maggiori lacune conoscitive riguardano le colonie turche, del tutto sconosciute e valutate attualmente in 1.000 – 30.000 coppie. Sebbene le informazioni siano incomplete la specie appare in forte regressione, tanto che ne è stata ipotizzata una riduzione della consistenza numerica del 50 % negli ultimi 40 anni. In Italia sono presenti le maggiori colonie oggi conosciute, con una popolazione complessiva di 3.500-13.200 coppie. Nell’Arcipelago Toscano nidifica a Capraia (175 – 500 cp) e Montecristo (400 – 700 cp), mentre a Pianosa e a Giannutri si è estinta negli anni ’90 del secolo scorso.

Biologia ed ecologia

Si alimenta di piccoli pesci, gamberi, calamari che ricerca in mare aperto immergendosi fino a 30 metri di profondità; può nutrirsi anche dei pesci di scarto gettati in mare dai pescherecci. Emette strane vocalizzazioni simili ad un pianto di neonato o al raglio di un asino e per questo i pescatori  dell’Arcipelago la chiamano parlante. La specie è molto longeva, vive anche 25 anni e raggiunge la maturità sessuale a circa 2 -3 anni.
Nidifica in colonia su coste rocciose con cavità, spaccature, grotte. Le aree di riproduzione sono visitate e occupate già da ottobre; gli individui normalmente ritornano presso i siti dove sono stati allevati e  in questo periodo, fino a metà gennaio, si stabiliscono le coppie riproduttive. Tra marzo e l’inizio di aprile la berta depone un solo uovo, covato da entrambi i sessi per circa 50 giorni. In maggio – giugno l’uovo si schiude ed entrambi i genitori collaborano nell’alimentazione del pulcino, procurandosi il cibo anche a distanze notevoli (a Malta sono stati registrati voli fino a 285 km di distanza dal nido). L’involo dei pulli avviene dopo circa 60  giorni, in giugno- luglio.  La colonia rimane deserta fino all’autunno successivo, al ritorno degli adulti e di qualche giovane che ispeziona i luoghi per la futura nidificazione. Studi eseguiti a Malta evidenziano che gli adulti trascorrono questo periodo nel Mar Nero e, in misura minore, nel Mar Egeo, in Adriatico e lungo le coste africane.

Minacce e conservazione

La specie è fortemente minacciata dalla predazione sui nidi da parte dei ratti che possono nutrirsi delle uova e dei pulli; sporadicamente i cani randagi, più spesso i gatti inselvatichiti, possono provocare lo stesso effetto. Altra causa di morte sono le catture accidentali con palangari. Inoltre, la presenza di luci artificiali intense presso le zone di nidificazione può disturbare la specie, soprattutto al momento dell’involo dei giovani, alterando il successo riproduttivo.

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