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Progetto › Azioni svolte

Eradicazione del Ratto nero

Baccetti

Interventi preliminari

Tra marzo e giugno 2010 sono stati effettuati i trappolamenti per valutare la frequenza dei ratti. Ciascuna  trappola è costituita da una trappola a scatto per ratti contenuta all'interno di un erogatore, in modo da evitare di catturare altri tipi di animali. Come esca è stato usato del mais. Alcune trappole sono state posizionate anche in aree difficili da raggiungere, a quote più elevate. 

Le catture hanno mostrato l'assenza di soggetti giovani in marzo; questo indica un'assenza di attività riproduttiva nei precedenti mesi invernali. A giugno invece la frequenza complessiva delle catture è calata rispetto a marzo, ma sono comparsi animali giovani. Come previsto è emersa una scarsissima frequenza nelle aree più elevate dell'isola. Mediamente il numero di catture per notte trappola è stato di 0.20.

L'eradicazione del ratto sarà svolta mediante l'utilizzo di esche rodenticide, pertanto sono stati effettuati dei test per verificare se vi fossero rischi legati al consumo delle esche a carico di:

- Specie endemiche di Molluschi terrestri (Oxychilus oglasicola, Ciliellopsis oglasae). I test hanno messo in evidenza l'assenza di mortalità nonostante tutti i soggetti si siano abbondantemente nutriti delle esche.

- Anfibi di elevato interesse conservazionistico (Discoglossus sardus). Anche in questo caso, non sono stati registrati casi di mortalità.

- Pesci marini. Salpe e donzelle sono attratte dal pellet, tuttavia questi animali sono molto frequenti e abbondanti pertanto si prevede una bassa interferenza con la composizione e struttura delle comunità ittiche.

- Vipera e biacco. Tenuto conto delle dimensioni modeste di questi animali, il ratto dovrebbe essere poco predato. Inoltre, il Biacco, risulta oggi numericamente abbondante nell’isola di Giannutri dopo le operazioni di eradicazione del ratto nero.

- Sauri e Gekonidi (lucertole e gechi). Numerosissime evidenze emerse nelle eradicazioni di roditori in ambito insulare effettuate a livello globale, e confermate nell'Arcipelago Toscano (es. Giannutri), indicano che non sussistono rischi a loro carico, e che al contrario le eradicazioni dei ratti sono generalmente seguite da un aumento numerico di lucertole e gechi.

- Artropodi. Non vengono segnalati casi di mortalità riferibili ad avvelenamento a carico di questi animali.

Infine, si segnala che il principio attivo (brodifacoum) non è assorbito dalle piante, non è solubile in acqua, pertanto non determina  impatti sulla componente chimico-fisica del suolo e dell'acqua.

Riassumendo, rischi significativi a carico di specie non target sono ipotizzabili in primo luogo per la popolazione di capra, per la cui tutela sono state attivate una serie di misure ad hoc finalizzate sia a garantirne la sopravvivenza, sia ad avviare un diverso tipo di gestione che permetta di ridurne l'impatto sull'ecosistema dell'isola (esclusione delle capre da aree di estensione significativa). Per le altre specie si possono solo ipotizzare casi di mortalità infrequenti o sporadici. L'unica possibile eccezione riguarda il barbagianni, che qualora si fosse insediato come nidificante correrebbe seri rischi di estinzione a causa di possibili eventi di intossicazione acuta e dell'eradicazione di quella che dovrebbe essere certamente la sua preda principale, il ratto nero. Si tratterebbe comunque di una popolazione di recentissimo insediamento (assente fino ai primi anni '90), forse non ancora stabilizzata e, con ogni probabilità, di ridottissima consistenza numerica.

Le azioni preliminari sono avanzate nei tempi previsti, sono state presentate al 38° Congresso della Società Italiana di Biogeografia e hanno permesso di redigere il Piano operativo per l'eradicazione del ratto.

Distribuzione aeree di esche rodenticide

Nel mesi di gennaio e febbraio 2012 ha avuto luogo la parte più consistente di una serie di interventi mirati a preservare una delle principali popolazioni del Mediterraneo di berta minore, specie minacciata di estinzione e protetta dalle direttive europee. L'intervento di eradicazione del ratto nero è stato condotto con l'unico sistema efficace, ossia mediante due distribuzioni aeree di esche tossiche, con un apposito strumento azionato da elicottero; solo nelle vicinanze delle residenze del personale di sorveglianza e in un'area recintata, dove sono state immesse circa 40 capre, è stata intrapresa una distribuzione manuale. Nel periodo 16 - 23 marzo 2012 sono stati effettuati sopralluoghi per la rimozione di eventuali pellets in esubero. A questi seguiranno ulteriori monitoraggi fino al 2014, secondo quanto previsto dal progetto. Si sottolinea che le attività sono state realizzate seguendo procedure standardizzate, frutto dell'esperienza dei massimi esperti del settore e basate su azioni analoghe svolte in Italia a Giannutri (Arcipelago Toscano), Molara (Sardegna) e all'estero come in Nuova Zelanda (Isola Campbell), Hawaii (Isola Lehua). Solo una distribuzione così effettuata consente di raggiungere luoghi inaccessibili (l'isola è interamente montuosa e priva di strade) e permette a tutti i ratti presenti l'accesso simultaneo alle esche. Ciò costituisce elemento indispensabile per l'eradicazione della specie. Infatti la sopravvivenza anche solo di pochi ratti vanificherebbe tutti gli sforzi e ricondurrebbe, nel giro di pochi anni, la popolazione a valori elevati.

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